Per decoro architettonico del fabbricato, ex art. 1120 c.c., deve intendersi l’estetica data dall’insieme delle linee e delle strutture che connotano lo stabile stesso e gli imprimono una determinata, armonica fisionomia, e che quindi contribuiscono a conferirgli una specifica identità. (Cass. 16 Gennaio 2007 n. 851).

Il condominio può aprire nel muro comune dell’edificio nuove porte o finestre o ingrandire e trasformare quelle esistenti, se queste opere, di per sé non incidenti sulla destinazione della cosa, non pregiudichino la stabilità ed il decoro architettonico dell’edificio. Quest’ultimo integra l’estetica data dall’insieme delle linee e delle strutture ornamentali che costituiscono la nota dominante e imprimono alle varie parti dell’edificio, nonché all’edificio stesso nel suo insieme, una sua determinata, armonica, fisionomia, senza che occorra che si tratti di un fabbricato di particolare pregio artistico (Cass. 16 Dicembre 2004 n. 23459).

Le dimensioni particolarmente rilevanti del condizionatore installato su una parte esterna dell’edificio e nelle immediate vicinanze di alcune finestre, comporta un pregiudizio estetico ed anche un pregiudizio di carattere economico, non essendo, inoltre, decisivo che l’installazione sia effettuata sulla facciata non prospiciente su strada pubblica, trattandosi comunque di una parete esterna del fabbricato. (Cass. 9717/1997 e Cass. 5417/2002).

La trasformazione di un balcone in veranda chiusa deve ritenersi vietata ove alteri il decoro architettonico del fabbricato (Cass. 23 Maggio 1972 n. 1587).