Una particolare sezione di questa relazione va dedicata ai parcheggi, ai posti auto negli spazi comuni del fabbricato.
Il pari uso della cosa comune non postula necessariamente il contemporaneo uso della cosa da parte di tutti i partecipanti della comunione, che resta affidata alla concreta

regolamentazione per ragioni di coesistenza.
La disciplina turnaria dei posti macchina, lungi dal comportare l'esclusione di un condomino dall'uso del bene comune, può essere adottata per disciplinare l'uso di tale bene in modo da assicurarne ai condomini il massimo godimento possibile nell'uniformità di trattamento e secondo le circostanze. La conseguente delibera può essere legittimamente assunta con le maggioranze di cui all'art. 1136 c.c. poiché sia assicurato il pari uso di tutti i condomini (Cass. 16/6/2005 n. 12873).

Costituisce innovazione vietata, ai sensi dell'art. 1120, secondo comma c.c., l'assegnazione nominativa da parte del condominio a favore dei singoli condomini di posti fissi nel cortile comune per il parcheggio della seconda autovettura, in quanto tale delibera, da un lato, sottrae l'utilizzazione del bene comune a coloro che non posseggono la seconda autovettura, e, dall'altro, crea i presupposti per l'acquisto da parte del condomino a titolo di usucapione (Cass. 5/2/2004 n. 2106).


Il parcheggio negli spazi comuni condominiali, purché sia ben delimitato e non impedisca agli altri condomini l'uso di eventuali garages esistenti, in linea generale è un uso proprio del bene comune, ed è quindi ammissibile.
Tuttavia la condotta del condomino che abbia parcheggiato per lunghi periodi di tempo la propria autovettura in una porzione del cortile comune, configura un abuso, poiché impedisce agli altri condomini di fruire dello spazio comune, ostacolandone il libero e pacifico godimento ed alterando l'equilibro tra le concorrenti analoghe facoltà (Cass. 24/2/2004, n. 3640).

La disposizione di un regolamento condominiale contrattuale che vieti il parcheggio nelle aree comuni, incidendo nella sfera dei diritti soggetti e degli altri obblighi di ciascun condomino, ha natura tipicamente negoziale, con la conseguenza che ogni sua modificazione deve essere accettata da tutti i condomini (Cass. 28/1/1997 n. 854).

Deve ritenersi nulla la delibera condominiale, presa a maggioranza, con la quale si è stabilito che la scelta del posto auto nel garage comune avvenga partendo dal condomino titolare del più alto numero di millesimi poiché, se è evidente che non essendo i posti macchina equivalenti per comodità d'uso, un concreto criterio di utilizzazione di essi deve essere stabilito nel rispetto del disposto di cui all'art. 1102 c.c. (Cass. 7/12/2006 n. 26226).

È nulla la delibera dell'assemblea condominiale che ha modificato a maggioranza la relativa clausola del regolamento condominiale, che vietava la sosta dei veicoli nel cortile comune, in considerazione dell'esigenza di parcheggio dei condomini e la sufficienza dell'area comune, in quanto le previsioni regolamentari che limitano i diritti dei partecipanti alla collettività condominiale sulle proprietà comuni hanno natura contrattuale e sono quindi modificabili solo con l'unanimità dei consensi da manifestarsi in forma scritta per costituire oneri reali e servitù previali da trascrivere nei registri immobiliari della competente conservatoria (Cass. 18/4/2002 n. 5626).